L'IDEA DEL MONTE

Come abbiamo visto, le attività istituzionali dell’Unitalsi sono sicuramente i pellegrinaggi nei luoghi mariani. Ogni altra attività è legata all’inventiva, alla volontà alle aspirazioni della locale Sottosezione. Non esistono altri appuntamenti ufficiali se non quello dei pellegrinaggi. Come nasce allora il ‘Monte’? Perché la nostra Unitalsi per oltre due decenni continua a proporre questa esperienza alla sua gente?L’idea fu il frutto di un colloquio fra due barellieri di Porto S. Stefano, Antonio Loffredo e Roberto Cerulli, che, di ritorno dalla Messa del rientro del pellegrinaggio di settembre, celebrata appunto a Porto S. Stefano, stavano riportando un ammalato a casa a Grosseto. Era l’amico Paolo Ficara.
In auto mentre parlavano gli venne l'idea di creare una nuova occasione di incontro con gli ammalati.
“Ricordo benissimo quel viaggio in macchina. Antonio guidava ed io ero dietro. Eravamo con la Fiat Ritmo di Mecone. Parlavamo della bellezza del pellegrinaggio. Per me, quello dell’88 era il primo. Antonio rilevava che il nostro impegno non poteva limitarsi ad un pellegrinaggio all’anno e a una Messa. Bisognava trovare e creare altri momenti. Parola dopo parola, nacque l’idea di inventarsi una piccola Lourdes, dove gli ammalati potevano stare un po’ insieme e vivere un’esperienza di fede. In quegli anni c’era il C.V.S. che proponeva gli esercizi a Re (Novara) ma era un’esperienza lontana e diversa: noi pensavamo a qualcosa nella nostra zona. Dove potevamo trovare  questo luogo di incontri? Ricordo che dissi ad Antonio: -Qualche tempo fa don Adorno ci ha portati al monte nell’edificio accanto ai frati per fare un ritiro. C’è un bel salone e sopra ci sono anche delle camerette perché l’abbiamo usate per confessarci. Sul retro c’è un prato e un ampia zona all’aperto. Cominciammo a viaggiare con la mente, a immaginare quanti posti letto ci potevano essere e quali altre cose utili al nostro progetto e chilometro dopo chilometro il nostro viaggio si faceva sempre più interessante e cominciava anche a crescere l’entusiasmo. Di ritorno da Grosseto decidemmo di presentare questa proposta a don Angelo e di farci accompagnare da Emira, che prese l’appuntamento con don Angelo per proporgli questa nostra  idea". All’inizio volevamo chiamarla ‘la piccola Lourdes’ e sicuramente per presentarla e dare l’idea alla gente fu data questa semplice spiegazione. Con il tempo,  però la nostra esperienza prese la sua identità e a nessuno, oggi, viene da chiamarla ‘la piccola Lourdes’, ma semplicemente ‘il Monte’. Cio' significa che si tratta di un’esperienza radicata, che ha una sua identità e originalità

COSA E’ DUNQUE IL MONTE?

Il Monte è un'esperienza di comunione e di fede, aperta a tutti,  dove si  respira un clima gioioso e sereno che invita  ad essere presenti con un cuore "tenero" e attento ai bisogni dell'altro.
Per chi dedica il suo tempo e le sue energie,  "vivere il monte" significa abbandonare gli impegni della vita quotidiana per dedicarsi all'altro nella cura della persona e nell'ascolto  e contemporaneamente offre la possibilità di compiere un viaggio interiore per ritrovare Dio nel servizio al malato, nelle liturgie, nella semplicità e nella gioia dell'amicizia.
Per i malati e  gli anziani "vivere il monte" significa uscire dalle quattro mura domestiche, ritrovare vecchie amicizie, abbandonarsi  con umiltà nelle mani di Dio e dei volontari per  vivere in pienezza un'esperienza di fede e di fraternità  il cui ricordo spesso li accompagna per tutto l'arco dell'anno.
Le quattro giornate al Monte Argentario sono scandite dai vari momenti liturgici guidati dai  sacerdoti  che  seguono un tema pastorale che orienta il cammino spirituale dell'associazione: le lodi mattutine, i rosari, la liturgia penitenziale del primo giorno con le confessioni, la liturgia della Luce, la Via Crucis, la Messa solenne celebrata dal vescovo e la Processione Eucaristica, le testimonianze di vita e di fede.
Il Monte è un'esperienza di Chiesa dove la preghiera dà spessore e significato al nostro stare insieme, ma è anche ricco di momenti di festa che rallegrano gli animi di chi partecipa e fanno gustare la gioia di stare insieme. Chi non ricorda le serate con la rappresentazione della "Corrida", le scenette de "Li Bindoli", il concerto della Banda musicale, la simpatica e divertente rappresentazione di "Pinocchio", il coinvolgente concerto di don Giosi, la proiezione di filmati vari su Lourdes, la partita di calcio , il Karaoke  ecc.?
Per la nostra associazione diocesana il Monte rappresenta sicuramente l'esperienza più impegnativa per la responsabilità, per l'impiego di energie e di materiale e per il coinvolgimento di molte persone.
Alcuni mesi prima di maggio si mette in moto la macchina organizzatrice del Monte con incontri logistici e decisionali.
Le date del Monte vengono stabilite con largo anticipo e comunicate subito ai Padri Passionisti per la prenotazione del convento, così come le date dei diversi incontri di carattere spirituale e  formativo riservate in particolare al personale in servizio.
Viene preparato il programma del Monte  nel quale ci sono alcuni appuntamenti intoccabili e presenti fin dalla prima edizione: la Via Crucis, la solenne Messa e Processione Eucaristica  e già da diversi anni la Liturgia della Luce.
Una volta stilato, il programma viene inviato ai barellieri e alle dame, ai malati e ai pellegrini che sempre numerosi si uniscono alle nostre iniziative e ai sacerdoti della diocesi per invitare tutti a vivere l'esperienza.